La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario. Albert Einstein
IL FUTURO E' GIA' COMINCIATO
Stiamo entrando nella fase cruciale della stagione, certo il bello comincia adesso, ma i sei mesi di attività che abbiamo alle spalle offrono più di uno spunto, cominciamo col dire che vincono quasi sempre i più forti. Una banalità? Si, ma l'affermazione ha una sua logica, perché in tanti pensano sia un male. Procediamo però con ordine, le gare nazionali hanno offerto un livello di gioco molto alto, i nomi sono più o meno gli stessi di sempre, con qualche eccezione, le competizioni a squadre sono ancora in corso, ma basta dare un'occhiata alle classifiche e abbiamo la conferma di quanto stiamo affermando: Olimpico a Bologna, Piumazzo a Modena, Paolo a Ferrara, Termo a La Spezia, non è detto che si confermino tutte dopo le fasi finali, ma sempre di eccellenze si tratterà: Equipe Charlot, Big Star, S. Vito, Sarzana, insomma gira e rigira a vincere é sempre una cerchia ristretta. Funziona così in quasi tutti i campi.
E' un disastro? E' così negativo? Per quanto mi riguarda no, nel nostro mondo, la priorità é riuscire ad aggregare migliaia di appassionati, che vivono il rapporto con il biliardo in modi molto diversi, c'é chi gioca solo il venerdì, chi si sposta malvolentieri, chi gioca da mezzo secolo sempre in quel circolo, poi c'é la fascia che ho appena citato, un numero ristretto di giocatori che al rettangolo verde riserva risorse, una gran parte del proprio tempo, che percorre migliaia di chilometri per misurarsi al massimo livello. Senza esagerare, si può affermare che per loro, il biliardo é una priorità.
Ricchezza o problema? Sono compatibili con lo spirito di una associazione come l'Uisp? Assolutamente si, sempre che, da parte di tutti, ci sia la consapevolezza che gli uni, completano gli altri, che la presenza di tante sensibilità é la forza del movimento. Credo anzi che i campioni siano un traino, una vera e propria promozione. Basta dare un'occhiata al numero sempre in aumento dei collegamenti al Canale YouTube che trasmette gli eventi principali: Élite, campionati nazionali, o anche semplicemente gare locali. Vale lo stesso ragionamento per le competizioni a squadre, per i campionati provinciali, che sono e devono rimanere la base solida da cui partire. Tutto questo crea problemi al resto del movimento? Non credo, il problema delle regole e degli equilibri c'é, ma va affrontato senza imposizioni, cercando di cogliere le tante esigenze, individuando soluzioni diversificate, che non significa anarchia, ma flessibilità. Per renderlo possibile bisogna distinguere e definire in modo chiaro i ruoli e i compiti dei vari livelli, responsabilizzando maggiormente quello territoriale, che avendo una conoscenza diretta del suo ambito, può intervenire con maggior cognizione di causa, si eviterebbe così di dover introdurre troppe eccezioni, che finiscono per rendere il tutto poco gestibile e spesso anche contraddittorio.
Come arrivarci? Bisogna porre mano a un sistema, che ha prodotto tantissime cose di pregio, ma rischia di non reggere, cosa non semplice per un mondo che si sostiene quasi esclusivamente sul volontariato. Non semplice, ma possibile, bisogna cercare la massima condivisione, coinvolgere più persone possibili, invogliarle a mettersi a disposizione, favorire la collegialità, il biliardo non ha il peso di altre discipline, ma da anni smentisce le cassandre che pronosticano la sua fine, almeno a livello competitivo. Un'associazione di promozione sociale, che ha l'ambizione (giusta) di migliorare la vita delle persone, non può non apprezzare una disciplina che coinvolge, come nessun'altra, tante generazioni diverse.
In questi giorni l'attenzione di migliaia di praticanti, é più attenta a ciò che succede fuori dal rettangolo verde, che non alle competizioni, molti sono in apprensione, vivono questa fase con una certa preoccupazione, che spero non venga sottovalutata. Il biliardo tradizionale profuma di storia, l'Uisp é una componente decisiva di questa storia e questo consegna ai dirigenti, a tutti i livelli, la responsabilità di non disperderla.
















