“Può
darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate,
ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”
Martin Luther King
UN'ESTATE PARTICOLARE
Sarà un'estate calda, all'interesse del mercato, tra un paio di giorni cercheremo di violare qualche serratura, si aggiungono i "movimenti" che interessano quasi tutte le federazioni, soprattutto il nazionale che dovrà darsi una nuova governance, dopo i fatti noti a tutti. C'é da augurarsi che non ci si limiti a sostituire qualche nome, ma prevalga la volontà di riorganizzare l'intero sistema, definendo in modo preciso il ruolo del nazionale, del regionale (che va ripristinato) e dei territori. Non serve una rivoluzione, solamente serve un po' di ordine.
Un'altra stagione archiviata, una stagione intensa, nervosa, che verrà ricordata a lungo, vissuta dentro e fuori dalle sale biliardo.
Molte le novità: coordinatore nazionale, vertici bolognesi, da quel che sembra anche a Modena si sta muovendo qualcosa. Le squadre genovesi non hanno partecipato alle finali Élite a squadre, da quelle parti non trapela molto, abbastanza però per smentire Paolo Conte quando sostiene che "a Genova i giorni sono tutti uguali, in un'immobile campagna con la pioggia che ci bagna". Se ci saranno cambiamenti lo scopriremo in questi giorni, perché é nell'intervallo tra una stagione e l'altra che si tirano le somme, si decidono le regole, i calendari, che si costruiscono le basi per la prossima stagione. Molti, anche tra chi vive il biliardo non si ferma quasi mai a valutare questi aspetti, nonostante siano decisivi per far funzionare il circo.
In questi anni le regole si sono moltiplicate, complicate, quasi tutte tendenti a introdurre limitazioni, finendo per diventare motivo di frizioni, di scontri, c'é da augurarsi che si possa arrivare a una semplificazione, un regolamento tecnico a cui tutti si devono attenere, un quadro normativo di riferimento, assegnando un ruolo più attivo alle federazioni provinciali, che possono vantare una maggiore conoscenza del territorio, utile a favorire sviluppo e la maggiore diffusione possibile. Perché questo resta l'obiettivo, uno dei valori fondanti della stessa Uisp. Deve essere questa l'interpretazione autentica dello slogan " sport per tutti". Ho scritto spesso che la priorità é quella di far convivere le tante anime che compongono questo mondo, interpretandone i bisogni, le aspettative delle migliaia di appassionati che non hanno grandi velleità, che considerano il biliardo un passatempo, senza penalizzare chi percorre migliaia di chilometri per disputare tutte le competizioni ad alto livello, che dedicano al biliardo gran parte del loro tempo. Sono due facce della stessa medaglia, indispensabili entrambe. I primi sono la base del movimento, i secondi il motore, l'attrazione, basta dare un'occhiata ai dati delle dirette, soprattutto su YouTube (altro capitolo che andrebbe approfondito) per avere conferme.
Anarchia? No, anzi, esattamente il contrario, un tentativo di uniformare il più possibile questo universo, riducendo le eccezioni, che rischiano di essere più numerose delle regole, non c'é bisogno della IA per sapere che le esigenze di La Spezia o della Toscana sono diverse da quelle di Bologna e agire di conseguenza.
Non mi interessa entrare nei dettagli, non ho nessun titolo per farlo, ma una provocazione ci sta: in un sistema che si affida al punteggio di squadra per costruire le varie serie, introdurre troppe rigidità non ha senso, una volta fissato il punteggio, che la squadra ha l'obbligo di rispettare, il compito di chi dirige finisce lì, come sono distribuiti i punti non deve essere un problema e deve valere per tutte le categorie. Una squadra non può essere obbligata a fare una categoria superiore solamente perché schiera due giocatori che hanno vinto il campionato la stagione precedente o hanno in organico due 1° categoria, ecc., si snatura il principio stesso su cui si basano le graduatorie, rompendo equilibri già piuttosto fragili. Qualcuno sostiene che basta rinunciare a quei giocatori, no, chi dirige deve fare il massimo sforzo per allargare la partecipazione non per ridurla. Ovviamente sarebbe presuntuoso pensare che tre righe rappresentino la soluzione, ma sono spunti che meritano di essere raccolti. Il cambiamento comporta sempre qualche ricaduta da non sottovalutare, é ovvio che non si possa fare tutto subito, ci sta, penso che pochi troverebbero qualcosa da ridire se si proponesse una soluzione distribuita su più stagioni, soprattutto se queste scelte vengono discusse e possibilmente condivise. La trasparenza apre molte porte, soprattutto in realtà che si reggono quasi esclusivamente sul volontariato.
E' stato un anno importante anche per quanto riguarda le competizioni, ma il web ha le sue regole, non si può tenerla troppo lunga, vorrà dire che questo aspetto e qualche altro, li tratteremo la prossima puntata.






.jpg)


