sabato 20 giugno 2026

3° TROFEO LONDON CAFE'

Via Lorenzo Brunetti, 37/B
Porto Tolle
gara coppie aperta a tutti
MEMORIAL ANDREA ZERBIN
sono previste batterie separate per i 3° categoria
serate di qualificazione:
lunedì 24 (riservata ai 3° categoria), martedì 25, mercoledì 26, giovedì 27, venerdì 28, sabato 29 (2 batterie: alle 14.30 e 20.30, quella serale é riservata ai 3° categoria), domenica 30 agosto 2026, ore 9.00
serata finale:
domenica 30 agosto, alle ore 15.00

tutte le partite serali iniziano alle 20.30, la 2° partita alle 21.15
quota: € 30.00 a coppia 
per informazioni o iscrizioni, contattare:
Max Bonandin: 3478273411 - Mattia Mantovani: 3407101657
regolamento Uisp, batterie da 8, per le qualificazioni solo maglia del gabs, serata finale é obbligatoria la divisa nazionale
panni nuovi, locale climatizzato
i premi saranno proporzionati al numero degli iscritti + 500 punti
la sera della finale sarà offerto un buffet offerto dal locale
albo d'oro
Stefano Malagoli e Emanuele De Pietri (Bologna)
Roberto Fioravanti - Matteo Benvenuti (Ferrara)

giovedì 18 giugno 2026

QUATTRO AMICI ....

Eravamo quattro amici al bar ...
Che volevano cambiare il mondo
Destinati a qualche cosa in più
Che a una donna ed un impiego in banca …

Questi erano gli amici di Gino, altro contesto, altri sogni, altre miserie. La nostra vicenda si svolge in un paesino dell’Emilia Romagna, a pochi chilometri dal mare, a pochi metri dal Po. Una terra difficile, insidiosa, affascinante.

*     *     *     *


Quattro amici che da oltre vent’anni si ritrovano per trascorrere le ferie al paese, un’abitudine consolidata, un appuntamento che nessuno ammetterebbe mai di organizzare puntigliosamente per non mancare a quella che tutti definiscono una noia mortale.
Federico, medico chirurgo, 43 anni, sposato con Donatella, conosciuta ai tempi della scuola, liceo lui, ginnasio lei, un matrimonio annunciato. A quei tempi lei era bellissima, snob e ovviamente ricca, qualche chilo in più ne avevano attenuato il fascino, lasciando intatto il resto. Roberto, laureato in giurisprudenza, praticantato lasciato a metà, ultima occupazione: store manager in un centro commerciale di prodotti Hi-Tech, da sempre, stando ai si dice, innamorato di Donatella, un matrimonio alle spalle con una finlandese che lo aveva lasciato dopo pochi mesi, dimostrando che i nordici sono davvero intelligenti come dicono. Lui in quel buco ci abitava, non si era mai trasferito in città, nonostante possedesse uno splendido appartamento in centro storico a cui non aveva mai rinunciato, nemmeno nei momenti difficili, superati soprattutto grazie a Francesco che aveva acquistato alcuni terreni tutt’altro che appetibili, per lo più pioppeti in golena, eredità di famiglia. Maurizio, amministratore delegato di una società che si occupava di logistica a livello internazionale, probabilmente l’unico ad aver realizzato il suo sogno, anche se non amava sentirselo dire. Single più per pigrizia che per vocazione, aveva accumulato una fortuna investendo in terreni agricoli ai margini della città, per poi rivenderli non appena un piano urbanistico o una variante li avesse destinati ad area fabbricabile. Di umili origini, aveva abbandonato eskimo e rivoluzione per dedicarsi a qualcosa di più redditizio, si era tenuto distante dalla politica, non dai politici con cui intratteneva rapporti piuttosto stretti, senza distinzioni di appartenenza. Viaggiava molto, spesso all’estero, viveva in un appartamento nel quartiere più prestigioso della città, al paese non lo si vedeva quasi mai, sebbene avesse acquistato e ristrutturato una vecchia costruzione, che gli esperti facevano risalire al periodo estense, riportandola al suo antico splendore.
Francesco, non si era mai mosso dal paese, due figli, una moglie perennemente scontenta, qualche centinaio di ettari di terreno che gli permettevano di vivere senza affanni. Non aveva terminato gli studi, a vent’anni coltivava progetti che sapeva non avrebbe mai realizzato, aveva cominciato ad occuparsi dell’azienda dopo la morte del padre, in attesa di decidere il da farsi, non aveva più smesso. In gioventù aveva avuto problemi con la giustizia, era stato fermato durante una manifestazione, aveva reagito a quello che secondo lui era un sopruso e l’avevano arrestato, se l’era cavata con poco, abbastanza però per imparare la lezione. Erano trascorsi quasi venticinque anni, ogni tanto la storia saltava fuori, la politica era rimasta la sua passione, ma l’aveva sempre tenuta a debita distanza. Era lui ad ospitare la loro notte bianca, una cena luculliana consumata in quello che una volta era il fienile a ridosso dell’abitazione, la ristrutturazione lo aveva trasformato in una meraviglia. Al piano terra una cucina che non aveva nulla da invidiare a quella di un ristorante stellato: friggitrice, griglia, piano cottura con piastre modernissime, non mancava nemmeno il forno a legna. Tutto intorno un parco ricco di ogni tipo di vegetazione a poche centinaia di metri dal fiume che tagliava a metà l’azienda. La laurea in architettura di Delia si percepiva in ogni dettaglio, nessuno sfarzo, una sobrietà studiata ed elegante che faceva sentire tutti a proprio agio. La cena durava quasi tutta la notte, la preparazione era difficile perfino da descrivere. I compiti erano definiti, ognuno portava a termine il proprio senza interferenze, il menù veniva deciso collegialmente, quasi sempre da Zia Concetta, che per l’occasione preparava il suo pregiatissimo risotto con le rane, preceduto da un tortino di zucca con rosmarino, per concludere con rane in guazzetto e la sua celeberrima crostata di prugnoli, la vera attrazione della trattoria. Roberto che si vantava di avere uno zio nel team di Luigi Veronelli, aveva il compito di occuparsi dei vini, nessuno aveva mai verificato, ma si era sempre dimostrato all’altezza delle aspettative.

A Donatella, Francesco piaceva molto, un contadino colto, concreto, educato, una delle poche persone con cui si sarebbe confidata, erano diventati amici in età adulta, ai tempi della scuola non si erano mai frequentati, al contrario di Delia, la moglie, che conosceva fin dalle scuole elementari. Quando aveva saputo della loro relazione era rimasta sorpresa, quasi delusa, non riusciva proprio a vederli insieme, c’era qualcosa di stonato, lei rampolla di una delle famiglie più in vista della zona; il nonno, un gerarca fascista, aveva accumulato una fortuna, che dopo la caduta di Mussolini si era un po’ assottigliata, ma ne rimaneva abbastanza da permettere di vivere di rendita a un paio di generazioni, la madre dopo essere rimasta vedova si era rintanata in una villetta sulla costa, lei era rimasta in città per terminare gli studi. Quella di Francesco era una famiglia solida, da sempre identificata con il luogo, anzi con la terra, frutteti, vigna, prodotti orticoli, serre. Una famiglia benvista da tutti perché dava lavoro a molte persone, la madre maestra, aveva smesso di insegnare per dedicarsi all’attività della fattoria, soprattutto amministrazione e commerciale. Era quello che si pensava avrebbe fatto la nuora, ma lei non aveva mostrato nessun interesse, si era limitata a crescere i figli, a occuparsi della casa, non era la vita che desiderava, ma si era adattata. Non si era mai del tutto integrata nemmeno nella combriccola, non lo diceva apertamente ma si considerava sprecata per quella vita, forse anche per Francesco, la pensava così anche Federico, che sembrava tenerla in grande considerazione, il grande chirurgo aveva sempre trattato Checco, come lo chiamava lui, con sufficienza, a dire il vero, non erano molte le persone apprezzate dal luminare, nel suo campo era geniale, ma lontano dalla sala operatoria era un uomo arido, egoista, piuttosto superficiale. I suoi interessi erano i motori, e soprattutto le donne, utili più che altro a compiacere sé stesso. Donatella lo sapeva, ma non sembrava soffrirne, pensava spesso al divorzio, non avevano figli, nessuna preoccupazione di carattere finanziario, era sicura che anche lui rimuginasse le stesse cose, non avevano mai affrontato l’argomento, forse per pigrizia, per il fastidio di dover ricominciare, per il frastuono che la cosa avrebbe provocato.

La cena era fissata per le 22.00 precise, tutto veniva predisposto per rispettare la regola principale: si cuoceva tutto al momento, solo crudità, salse e contorni venivano preparati prima. A Roberto era affidata la carta dei vini, che seguiva quasi fosse un parto: luce, temperatura, bicchieri. Il giorno dell’evento arrivava ore prima, ed era intrattabile fino al primo assaggio. Elide l’anziana domestica, l’unica, oltre a loro, ad aver accesso alla cucina, preparava la pasta, la leggenda dice utilizzi lo stesso manganello da quarant’anni, un regalo del nonno di Francesco … ovviamente con le uova delle galline del cortile, la farina del mulino locale e olio di oliva, una volta glielo portava la sorella da Brisighella, adesso che la sorella non c’era più, ci pensava Francesco, ma l’olio era sempre lo stesso. Se avesse avuto voce in capitolo avrebbe preparato un buon ragù di carne per le tagliatelle e un sugo d’anatra per i fusilli al torchio, ma quest’anno aveva prevalso il partito del pesce, e anche se un po’ risentita si era tirata in disparte, quasi …, una parmigiana di melanzane l’aveva preparata comunque, magari a qualcuno piace ancora mangiare bene, ha sogghignato tra sé mentre la infornava. Con l’avvicinarsi dell’orario il fienile si animava, Francesco e Maurizio si sarebbero occupati della griglia, Delia e Donatella del forno e dei primi. Federico dirigeva la sala, da dirigere non c’era niente, tutto era già stato predisposto in precedenza, lui lo sapeva e apprezzava, d’altronde era stato così, fin dalle festicciole da ragazzini, lui aveva sempre e soltanto dato giudizi. Quando il brusio cessava, il rito aveva inizio. Tempi calcolati, sincronismo perfetto.

Ricordava ogni dettaglio di quella giornata, erano partiti tutti, sarebbero rientrati soltanto in serata. Era stata lei ad avere l’idea del bagno, il fiume era poco distante, lo raggiunsero in bicicletta. Aveva indossato un costume intero, lui dei calzoncini un po’ fuori moda che teneva nella sacca della palestra. Il sole non dava tregua, il caldo e l’umidità in questi luoghi possono arrivare a livelli inimmaginabili, non si tuffarono subito, si sdraiarono in una zona della golena parzialmente riparata dagli alberi. Era sempre stato affascinato dal fiume, da quella vegetazione disordinata, salici, frassini, olmi, pioppi neri, una boscaglia parallela al corso del fiume. Aveva trascorso molti pomeriggi in quei luoghi, non aveva mai dimenticato quella ragazzina, quel sorriso, una compagna di scuola, una famiglia poverissima, un futuro segnato. Lui già allora aveva altri progetti, voleva evadere da quella realtà, si sentiva soffocare all’idea di ereditare la vita del padre, guardava i muri dell’officina e sudava freddo. Non aveva più ritrovato quello sguardo, quella serenità. Sdraiata a pochi metri da lui però non c’era quella ragazzina, continuare a ripetersi che era la moglie del suo migliore amico non cancellava quel desiderio improvviso, imprevisto, non era mai stato attratto da quella donna, in quel momento però non poteva fare a meno di ammirare quel corpo, il desiderio di accarezzarla era forte quanto il disagio, decise che doveva reagire, si alzò, prese la rincorsa gridando “mi butto”, e si tuffò. Lei annuì senza aprire gli occhi. L’acqua era piacevole, qualche bracciata e si rilassò divertendosi a fare il morto. Sentì la sua mano sulle spalle, si girò e si baciarono. Risalirono quasi subito, ripresero la strada del ritorno in silenzio.

Roberto sta guidando verso la fattoria, continua a negarlo anche a sé stesso, ma queste serate sono una sofferenza, la conferma dei suoi fallimenti, laurea inutile, matrimonio fallito, per non parlare del lavoro, si era potuto permettere una vita agiata sacrificando una parte consistente dell’eredità di famiglia, era sempre stato insicuro, aveva sempre fatto le scelte più facili, anche con gli amici era così, non si era mai sentito a suo agio. Sua moglie era tornata in Finlandia dopo pochi mesi, nessun litigio, mai uno screzio, semplicemente non aveva funzionato. Bastarono poche settimane per capire che era stata la scelta giusta per entrambi, nonostante tutto, la percezione del fallimento era sempre forte. Non si erano più sentiti fino alla richiesta di divorzio. Molti erano convinti che la causa fosse Donatella, un’idiozia, che non valeva nemmeno una smentita, anche perché da smentire non c’era niente, nessun passato, nessuna storia, un bacio durante una gita scolastica in montagna, ed era stata lei a prendere l’iniziativa e sempre lei a raccontarlo alle amiche. Non era innamorato, ma era pur sempre la più ammirata della scuola, la ragazza che tutti avrebbero voluto, gli piaceva incrociare sguardi carichi di invidia, era finito tutto in fretta, anzi, non era nemmeno cominciato. Una volta lei lo aveva raccontato durante una cena, demolendo anche quel poco di piacevole che conservava. Adesso c’era Dania, una ragazza albanese che lavorava al centro commerciale, due esami e si sarebbe laureata in agraria, era spaventato dall’idea che avrebbe potuto andarsene, con lei si sentiva al sicuro, non gli era mai successo, vivevano la loro storia di nascosto senza una ragione precisa, forse a frenarlo era l’età, vent’anni di differenza sono tanti, ma il vero problema era sempre la sua insicurezza, aveva anche pensato di invitarla alla cena, presentarla, era facile immaginare le reazioni, giovane, bella, anzi bellissima, albanese. Sai che spasso, soprattutto Federico si sarebbe dato subito da fare, Maurizio non avrebbe fatto una piega, Francesco al contrario si sarebbe prodigato per farla sentire a proprio agio. Delia e Donatella? Forse un po’ di invidia. Sorrise … bloccò l’auto, digitò il numero “Mi accompagni stasera?” La risposta fu un’esplosione di gioia.

Era diventato un pensiero fisso, un attimo sfuggito alla ragione. Avrebbe voluto cancellarlo ma non ci riusciva. Sentiva che la situazione rischiava di degenerare, aveva sempre suddiviso la sua vita in tre segmenti, il lavoro: priorità assoluta, la famiglia, ormai solo un ricordo, uno spazio riservato a sé stesso: ozio, qualche rimpianto, soprattutto solitudine, spesso vissuta in compagnia. Non si erano rivisti per un lungo periodo, d’altronde le possibilità di incontrarsi casualmente erano poche, un giorno entrando al ristorante la vide, lei era sola, lui con colleghi di lavoro, si era comportata come sempre. Non sapeva se essere contento o rammaricarsi, era confuso, stava spegnendo il computer quando il cellulare iniziò a vibrare. Era lei.

Federico stava leggendo in giardino, ogni tanto guardava Donatella intenta a riordinare la casa, sempre bella, attraente, gli venne naturale chiedersi perché il desiderio si fosse affievolito fin quasi a sparire, non ricordava nemmeno l’ultima scopata, una condizione che sembrava soddisfare entrambi. A lui però le occasioni non mancavano e spesso ne approfittava, si chiese se anche lei … sorprendendosi di non provare nessun sentimento particolare.

Stiamo facendo una vaccata. Lo sai vero? Lei si alza, non risponde, si chiude in bagno, quando torna ha un’espressione distaccata “Non l’ho mai tradito, non mi sono mai pentita di averlo sposato, ma a volte mi sento soffocare. Questi momenti mi servono per sopravvivere”. Non risponde, non saprebbe cosa dire, d’altronde vale un po’ anche per lui, non è innamorato, non fa progetti, quelle poche ore però sono diventate quasi una necessità. Mentre si veste, sente la porta chiudersi, pochi minuti dopo, il rumore dell’auto che si allontana. Inutile continuare a interrogarsi, non ci sono risposte, a irritarlo è quel senso di insoddisfazione che lo accompagna da sempre, non è nemmeno rimorso, è qualcosa di impalpabile. Un malessere che sembra volerlo scortare qualsiasi cosa faccia, in qualsiasi luogo si trovi. Ha sempre rincorso la ricchezza per allontanarsi da quel mondo, ha sempre sognato una vita diversa, una vita che non saprebbe nemmeno definire, credeva bastasse, invece si ritrovava sempre al punto di partenza.

La cena è finita, l’alba comincia a stendere i suoi colori, Francesco è rimasto solo, sta scorrendo le foto sull’iPhone, le ha guardate centinaia di volte, Delia che esce dalla casa di Maurizio, l’abbraccia, un bacio veloce sulle labbra. Quell’espressione la conosce bene. Sente una mano sulla spalla, è Maurizio, fa appena in tempo a nascondere le foto, “Vado anch’io, sono stanco, ho bevuto troppo …”. Lo accompagna fino all’auto, si abbracciano. Guarda le luci dell’auto che si allontana, i pensieri si accavallano, non assumono una forma precisa, sa che è inutile farsi domande, conosce già le risposte. Delia lo chiama, lui le fa segno che si ferma ancora un po’, mima un bacio, lei sorride. Torna a sedersi, fa fresco, è piacevole sorseggiare un bicchiere vino, non ha bevuto molto, ripercorre gli episodi della serata, la piacevole sorpresa all’apparire di Dania, l’imbarazzo di Roberto, l’intraprendenza un po’ fastidiosa di Federico, stimolato dalla novità imprevista. Dania si era comportata in modo appropriato, poche parole, molti sorrisi. Erano stati i primi ad andarsene, Roberto si era scusato per non averlo avvertito, la ragazza lo aveva abbracciato e baciato sulla guancia. Poco dopo se n’erano andati anche Federico e Donatella, lei lo aveva abbracciato, ma il bacio era arrivato inaspettato sulle labbra, indugiando più del necessario, aggiungendo “ci vediamo presto”, era rimasto sorpreso, quel contatto, umido, profumato non lo aveva lasciato indifferente.

Quattro amici …

È appropriato parlare di amicizia? Ecco una domanda che non è riuscito a bloccare. Non trattiene più i pensieri, li lascia liberi di frugare nei ricordi, il passato non si presenta mai nello stesso modo, ad affiorare sono spesso episodi di poco conto, porti sulle spalle macigni pesantissimi, ma ti vergogni ancora ricordando la maestra che ti sorprende mentre tenti di sbirciare dentro la scollatura, metti in fila tutte le ansie, piccole e grandi. Non resisti al tentativo di correggere gli errori, un tentativo maldestro che ogni volta ti procura nuove sofferenze.

La vita è stata generosa con loro, fin troppo, eppure nessuno sembra davvero felice, il passare degli anni sembra aver accentuato solamente i difetti, gli egoismi, non che il contesto aiuti, si ricorda una frase che ha letto: il pudore si è arreso, quello che i mascalzoni pensavano di nascosto, ora lo sbandierano senza vergogna. Lo aveva colpito quel termine, mascalzoni, troppo magnanimo …. mascalzoni. E gli altri? C’è forse qualcuno che si ribella a questo degrado? Chissà se il suo professore è ancora ossessionato dall’analfabetismo di ritorno? Tranquillo prof, non si ritorna da dove non si è mai stati e la cultura, oggi è un luogo sconosciuto ai più, forse tra qualche anno gli intellettuali, ammesso che ne resti qualcuno, saranno additati se non addirittura derisi.

Sorride di queste sue ribellioni silenziose, intime, inutili.

Riprende l’iPhone, torna a far scorrere le foto, sua moglie e il suo migliore amico che si baciano, si sorprende a pensare che stanno bene insieme, anche se lei non rinuncia alla sua espressione corrucciata. È quasi sollevato, si sente ridicolo ma non può fare a meno di pensare che se fosse stato Federico …. per un attimo vacilla, sa di non essere cinico, conosce la sofferenza, ma non può fare a meno di scorgere il lato comico, è sempre stato così, distaccato, razionale, qualche volta ha perfino temuto di essere anaffettivo, in realtà è solo uno che accetta le contraddizioni, anche quelle degli altri. Ha scartato subito il pensiero di affrontare l’argomento con loro, sa che si sarebbe spezzato l’equilibrio, che tutto sarebbe cambiato, non si sente tradito, non teme ripercussioni particolari sul loro rapporto, per Delia prova un sentimento forte, vero, ed è certo di essere ricambiato, è proprio questa certezza che teme, perché conferma che si è fatto assorbire dalle miserie che ha sempre rinfacciato agli altri, a suo padre, a sua madre.

Forse è solo paura.

È stanco, guarda gli alberi, i campi, pensa che tra qualche ora arriveranno i primi uomini al lavoro, controlleranno che tutto sia pronto per la raccolta della frutta, donne e uomini che sono cresciuti in quei campi, conoscono ogni centimetro di quella terra, sanno sempre cosa fare, come farlo. A vent’anni era convinto che quella terra spettasse loro di diritto. Oggi gli sembrano pensieri fuori contesto, ma gli sono rimasti appiccicati sulla pelle.

È buono il vino, ripensa a Dania, chissà se Roberto troverà un po’ di pace, le è sembrata una donna intelligente e lo guarda con l’espressione che lui ha smesso di cercare in Delia, ripensa alle labbra di Donatella. Si alza, ha bisogno di una doccia, approfitta di quella della piscina, rientra in casa, evita ogni rumore, sale le scale, apre la porta, Delia ripone il libro, “Bella serata, bella sorpresa Roberto …”, lui risponde con un sorriso, sembra voler dire qualcosa ma resta in silenzio. Lei si avvicina, lo abbraccia, restano così, quasi immobili, entrambi probabilmente con lo stesso pensiero.

*     *     *     *


Il paradosso dei sopravvissuti è sentirsi sia invincibili che vulnerabili. Sai che ce l’hai fatta, ma hai il terrore che accada ancora. 
Ginevra Cardinal

Agosto 2022

SOLAMENTE PRODOTTI LOCALI


martedì 16 giugno 2026
bacheca
Il direttivo Uisp Ferrara Ferrara ha convocato la riunione dei capitani, giocatori e gestori per giovedì 18 giugno 2026, alle 20.30, presso il Circolo Buontemponi con il seguente ordine del giorno:
con il seguente Ordine del Giorno:
 Report sulla stagione 2025/26 appena conclusa
 Presentazione regolamento di iscrizione e documentazione relativa per la stagione 2026/27
 Confronto in merito ad alcune proposte di modifica alle norme di partecipazione
 Presentazione e confronto in merito alle norme di partecipazione per il campionato Over 60 a squadre
aggiorniamo i trasferimenti
Asnicar  Roberto  Paolo Cento  Castel Maggiore
Barbieri  Moreno  Libero  Viconovo
Benati  Luca  Centrale Casumaro  Paolo Cento
Bianchini  Andrea  Ragno Azzurro Massa Fiscaglia  New  Centrale Dogato
Blanda  Primo Luca  Arci Cona  Centrale Dogato
Bolognesi  Mirco  Parco Verde Copparo  C.R.C. 2 Copparo
Bombonato  Davide  Parco Verde Copparo  C.R.C. 2 Copparo
Borghi  Luca  Stella 2 Ferrara  Bocciodromo Argenta
Callegari  Edoardo  Rinascita S. Martino  Rinascita  (?) S. Martino
Casellato  James  London Porto Tolle  Jackpot Pontemaodino
Casetti  Valerio  Rinascita S. Martino  Quadrifoglio 3 Pontelagoscuro
Castaldi  Stefano  Rinascita S. Martino  Paolo Cento
Cavallini  Simone  Arci B/1 Cona  Centrale Dogato
Cerchiari  Marco  Rinascita S. Martino  Bocciodromo Argenta
Cestari  Luca  La Fenice Final di Rero  Stella Ferrara
Condurcelli  Raffaele  Libero  Viconovo
Cristofani  Danilo  Fibbs Ravenna  Jackpot Pontemaodino
Dall'Occo  Romano  C.R.C. Copparo  Parco Verde Copparo
Deseri  Richard  Jackpot 2 Pontemaodino  New  Centrale Dogato
Faggioli  Roberto  Ragno Azzurro Massa Fiscaglia  New  Centrale Dogato
Ferraro  Giorgio  Buontemponi  Viconovo
Filippo  Biasioli  Arci 2 Denore  C.R.C. 2 Copparo
Fiorini  Sebastiano  Arci Cona  Stella 2 Ferrara
Forlani  Andrea  New  Centrale Dogato  Viconovo
Galimberti  Marco  Paolo Cento  Castel Maggiore
Gentili  Fabio  Rinascita S. Martino  Rinascita 3 S. Martino
Grandi   Paolo   La Fenice Final di Rero  Arci Cona
Grillanda  Luca  La Fenice Final di Rero  C.R.C. Copparo
Guerzoni  Lorenzo  Rinascita S. Martino  Quadrifoglio 3 Pontelagoscuro
Guidi  Franco  Rinascita 2 S. Martino  Buontemponi
Marani  Massimo  Rinascita S. Martino  Quadrifoglio 3 Pontelagoscuro
Melchiori  Nazario  Paolo Cento  Jackpot Pontemaodino
Meloncelli  Stefano  La Fenice Final di Rero  C.R.C. Copparo
Militello  Simone   Stella 2 Ferrara  Buontemponi Fusion
Militello  Mirko  Stella 2 Ferrara  Centrale Malalbergo
Negri  Paolo  Alice S. Bartolomeo  C.R.C. 2 Copparo
Orlandi  Mirko  Centrale Dogato  Parco Verde Copparo
Parmeggiani  Paolo  Rinascita S. Martino  Jackpot Pontemaodino
Pavanelli  Roberto  C.R.C. Copparo  Parco Verde Copparo
Pennini  Sergio  Parco Verde Copparo  Jackpot Pontemaodino
Rizzati  Paolo   Rinascita S. Martino  Centrale Dogato
Rizzatti  Brendon   Bocciodromo Argenta  Bocciodromo 2 Argenta
Simoni  Christian  Arci Cona  Stella 2 Ferrara
Stagni  Erik  La Fenice Final di Rero  C.R.C. Copparo
Toniolo  Fabio  libero  C.R.C. 2 Copparo
Tosi  Moris  La Fenice Final di Rero  Viconovo
Vandini  Stefano  Bocciodromo Argenta  Lippo Bologna
Vassura  Massimiliano  Rinascita S. Martino  Jackpot Pontemaodino
Vendemmiati  Michele  Jackpot 3 Pontemaodino  Red Devol's Porto Tolle
Verzella  Erik  La Fenice Final di Rero  C.R.C. Copparo
L'avvertenza é sempre la stessa, le fonti sono affidabili, ma capita che ci siano cambiamenti, o errori nella pubblicazione, nel caso, vi preghiamo di segnalarcelo.
cominciamo a contarci ...
Notizie già note e confermate: le tre squadre di Argenta si spostano all'Arty's a Lavezzola, ritorna la Portuense (sicura almeno una squadra), lo stesso per Viconovo (di sicuro ci si sposterà la squadra di M. Bovi). Il C.R.C. Copparo conferma le due squadre, quella di Ugo Romagnoli e l'ex Fenice di Sergio Chendi. Due le squadre anche al Parco Verde, ma lo si sapeva da sempre. A Cona (fonte diretta) si allestiranno quattro squadre, una in meno dell'anno scorso. A San Bartolomeo é data per certo la partecipazione dell'Alice anche il prossimo anno. Il Ragno Azzurro sta tentando di riproporre le due squadre, ma per ora non ci sono certezze. Anche a Oca Marina c'é movimento, non é scontato, ma potrebbe esserci una seconda squadra ai nastri di partenza. 
perché sessanta?
Perché 5 gironi da 12 faciliterebbero la programmazione. A, A/2, B: girone unico, Estense 2 gironi, tornando alla normalità. Se sono di più? Magari!
domanda&offerta
Fabio Petroni torna a giocare, é libero e disposto a valutare offerte serie.
il solito avviso
Reperire notizie é complicato, se i capitani, gli addetti ai lavori, gli stessi interessati vogliono correggere notizie, mi possono contattare qui sul blog, tramite mail: ivanbui@libero.it, messenger, WhatsApp. Contribuirebbero a diffondere più informazioni.

FANTASMI DAL PASSATO ....

... dall'Annuario 2008/2009

Siamo nel 2009 ....
Messi vince il Pallone d'oro, Bolt dopo i 100, vince anche i 200 metri, ai Campionati mondiali, con il nuovo record assoluto.
l'Italia vince gli europei di Volley femminili e la Corazzata ...
COS'E' LA CORAZZATA?
La Corazzata é nata come seconda squadra del Centrale, per permettere ad alcuni giocatori indigeni (i più trist ...) esclusi dall'allora Dream Team di partecipare al campionato. Correva l'anno 1998 e da allora i nostri eroi hanno percorso migliaia di chilometri per affermare il diritto di esistere. 
Il risultato più prestigioso é stato il secondo posto assoluto nel Campionato Uisp, stagione 2004/2005 (dopo aver vinto il girone), lo stesso anno in cui l'altro Centrale, a Voghiera, vinceva lo Scudetto Abis per il secondo anno consecutivo.
Perché La Corazzata? Adesso, pur con alti e bassi, la squadra ha trovato un suo equilibrio, ma c'è stato un tempo ..... dopo una delle tante sconfitte, il Presidente (ci ripromettiamo di dedicargli lo spazio che merita, raccontando aneddoti e ...) con il tatto che lo contraddistingue, buttò lì la frase che segnò il destino del team: a sì propria come la corazzata potionki ... (siete proprio come la Corazzata Potemkin), parafrasando Fantozzi, forse, anzi sicuramente, voleva sottintendere: una cagata pazzesca. Il tormentone da allora é continuato fino a diventare un marchio.
IL MOMENTO
Adesso che é tutto un po' più chiaro, raccontiamo un episodio che risale alla stagione 2008/2009, il Dream Team dogatese, dopo aver dominato il suo girone, inciampa subito ed esce di scena clamorosamente contro la seconda squadra del Sabbioni, un po' di recriminazioni, qualche polemica, ma niente di che. Alla fase finale partecipa anche la Corazzata che supera di slancio il Sole Vigarano Mainarda e approda ai quarti dove trova i giustizieri dei cugini, che nulla possono, il secco 5 - 1 non lascia spazio a dubbi e consegna una insperata semifinale contro il Sabbioni, una delle favorite al titolo. Lotta durissima, un pareggio che sta stretto ai dogatesi, alla corta non c'é storia, gli avversari sono superiori, decisamente di livello, tanto per dare l'idea, a realizzare i due punti della vittoria sono M. Flipper Bottoni in coppia con Mattia Giberti e Roberto Fogli Iseppe. Il rammarico c'é, ma c'é anche tanto orgoglio.
IL GIORNO DOPO ...
Allora la Corazzata è la prima squadra del Centrale?
Non diciamo cazzate! La secca risposta del Presidente (foto in alto), intervistato da un cronista del blog, che ci riprovava, sostenendo che il Centrale adesso aveva non una, ma due frecce al proprio arco. Un sorriso tirato, poi .... l'idea che questa squadra rappresenti la tradizione del Centrale mi toglie l'appetito, ma non posso certo pensare di scioglierla adesso, anche se il proverbio dice: mai dire mai ... il giornalista non replica e si dilegua, sfruttando un attimo di disattenzione del Patron. 
OGGI 
Molte vicende si sono intrecciate da allora, giocatori che hanno indossato le diverse casacche del gabs, che per qualche anno ha presentato tre squadre, qualcuno ha pure disputato la finale persa con il London poche settimane fa, tanto per essere precisi: Tonino Rosatti allora Capitano della Corazzata, oggi Colonnello dei vicecampioni, Michele Lugli, assente al Palazzetto per problemi fisici, che speriamo si risolvano in fretta, Roberto Longatti e Cristiano Buriani. 
OLTRE LA CENSURA
L'Annuario riproponeva tutte le vignette che accompagnavano le varie fasi della stagione, purtroppo, quasi tutte di difficile interpretazione per chi non ha vissuto la nostra realtà, ci scuseranno quelli che guardandole rimarranno un po' perplessi, ma in questi ultimi tempi abbiamo trascurato le vicende locali, che ci ripromettiamo di curare di più, cominciando con qualche Amarcod nella stagione estiva.
Questa é stata una delle più votate, pensiamo non sia difficile comprenderla, i soggetti sono Daniele Nava, uno che non ha bisogno di presentazioni, Andrea Bonandin il padre di Max, non il suo manager, puntualizzazione che lui non manca mai di fare, anche il dialetto non dovrebbe essere un grande ostacolo. 
Max ha giocato, diciamo che ci ha provato, da noi per qualche anno, ma sono bastati pochi mesi per capire che il vero valore aggiunto era il padre, pur limitandosi a fare lo spettatore, infatti i rapporti con l'ambiente sono rimasti intatti e anche dopo la cessione del figlio lo si rivede spesso al Centrale, soprattutto in occasione del Memorial Alberti. 
la responsabilità dei contenuti ricade interamente sulla redazione del blog. 

martedì 16 giugno 2026

MERCATO GLOBALE

aste, quotazioni, mercati
Solitamente di questi tempi il mercato è praticamente chiuso, quest'anno c'é qualche ritardo dovuto ai tanti cambiamenti, soprattutto a livello dirigenziale e a qualche smottamento ...
Focus: grandi manovre in Toscana, i dettagli a seguire.
mercoledì 10 giugno 2026
estate e biliardo ...
Da Modena non arrivano notizie, probabilmente l'attenzione maggiore é ancora rivolta alla composizione del "nuovo" quadro dirigente. Le notizie di La Spezia arrivano dal capoluogo, da dove migrano in parecchi.
RIMINI/PESARO
Alessandro Lapi
LA  SAI  L'ULTIMA ?
Le fonti sono attendibili, ma é d'obbligo precisare che si tratta di voci, pertanto le notizie vanno prese con cautela.
Iniziamo dall'Incontro, sembra certo il ritorno all'attività di Alberto Quieti, per la verità non é che si fosse allontanato molto, tra le altre, ha organizzato una delle gare più belle della stagione, ma rivederlo in divisa, dopo due anni, é un'altra cosa. La Squadra del Fanano, almeno in gran parte, si sposta al Circolo Caprilino, al gruppo si aggrega anche Angelo Santangeli, in arrivo dall'Asd Magnum.
Il Circolo Concordia si assicura le prestazioni di Pietro Volponi, l'anno scorso al Caprilino e Francesco Lorenzi dal Magnum.
Luca Tommassini rientra da Bologna, dopo una esperienza importante al Magic Blu e si accasa al Circolo Rossini, che si assicura anche Fiorenzo Leonardi dall'Harmony, Davide e Luca Boccarossa, Manuel Morri e Giordano Rossi tutti dal Circolo Caprilino.
A Mercatale arrivano Matteo Urbinati (Incontro Riccione) e Alessandro Gasperini (Circolo Acli Sant'Andrea). Saluta Davide Foschi che va a Castel Maggiore.
Al Circolo MCL di Gabicce verrà allestita, meglio usare il condizionale, una nuova squadra: Ermes Matteini, Armandino Brunoni, Marco Pecci (Circolo Magnum), Paolo Caroni (Circolo Concordia), Alessandro Lapi (Nina Fanano 2 Gradara), Mirko Semprucci e Gianluca Galeazzi (Fanano 1), sono i nomi più ricorrenti.
Siamo solo all'inizio, a Cattolica sono soddisfatti dell'inizio stagione, bel tempo e tanta gente, ma di giocatori di biliardo se ne vedono ancora pochini. Un po' do pazienza e arriveranno, e con loro le notizie.
BOLOGNA 
Nessuna novità rispetto al quadro precedente, quasi tutte le squadre che giocheranno in serie A, sono al completo o quasi, vediamo cosa succede.
Quasi una rivoluzione a Casalecchio, il team che ha appena vinto lo scudetto si sposta a Sasso Marconi, per alcuni un ritorno, perde qualche pezzo pregiato, Sandro Olimbo, Giuseppe Cuoghi, Tiziano Iotti, Alex Monti, Christian Marchi, al Sole trovano Tiziano Bovo, Omar Carlotto, Mattia Zohu, a cui si uniranno il ferrarese Mattia Giberti e Alessio Benelli, che rientra dopo un anno dedicato solamente alle gare.
Pochi movimenti sull'altro versante, l'arrivo di Alex é noto da tempo, si dà per certo quello di Marchi, Alessio Prencipe ha dichiarato di volersi fermare, vediamo se Tinti ha in serbo qualche altra sorpresa.
A S. Giorgio di Piano, come d'abitudine, non si muove molto, parte Luca Tommassini, rientra a Pesaro, arriva Riccardo Rubini.
Lavori di assestamento a Padulle, l'anno scorso presentavano due compagini in A/1, dalle voci che trapelano sembra si stia lavorando per costruirne una ancora più competitiva, con qualche azzardo potrebbe essere più o meno così: Giacomo Stagno, Roberto Fogli Iseppe, Fabio Muzzarelli, Pietro Stagno, Cristian Rubini, Omar Homsi, Davide Tesei, Maurizio Bonazza, già tutti in organico, a completare il tutto arriva Gianluca Dolzani. Il cantiere resta aperto, le squadre sono parecchie, per avere certezze bisogna ancora attendere qualche settimana. Certa invece la partenza di Franco Bruschi, dopo una stagione importante, anche a livello di risultati individuali.
A Bazzano c'é qualche problemino dovuto al limite dei punti, come la pensiamo da queste parti é noto, per quanto ci riguarda confermare l'organico dell'anno prima, secondo noi é un diritto, ma bisogna ammettere che qualche ritocco in positivo c'é stato. Alla fine finiranno per rinunciare a qualcuno, che se anche non sarà un titolare, considerando che la stagione prossima sarà lunga e dispendiosa, non sarà indolore. L'Olimpico gioca su tutti i fronti e per farlo al livello del suo blasone serve un organico di qualità, ma anche i numeri hanno la loro importanza. 
A Imola si sono messi alle spalle una bella stagione, la squadra si è espressa su buoni livelli, ma qualche cambiamento c'é, entrano Andrea Ribani, Martin Rivola e Marco Ragazzi, promosso dalla A/2, escono Nanni, Morgagni e Alessandro Zini.
A Castel Maggiore arriva un folto gruppo dalla collina, Lorenzo Paganelli, Fabrizio Ferrari, Marco Antonioni, Cristian Bentivogli, Domenico Desiderio, da Cento: Roberto Asnicar e Marco Galimberti e Davide Foschi da Mercatale e Manuel Savioli da Imola. C'é ancora tempo per qualche ritocco. 
La Bocciofila Budrio, famosa per non cambiare mai nulla o quasi, ingaggia Alessandro Zini. Di Rastignano non ho notizie, ma siamo solo alla prima uscita, il viaggio nel mercato continua.
PARMA
Carlo Sandrini non ha ancora svelato i suoi programmi futuri, qualcuno sussurra che giocherà solo nei "boccioni", sarebbe un peccato.
A fare notizia é lo scioglimento del Circolo Filippelli si scioglie dopo aver vinto due scudetti consecutivi, non conosco le ragioni, ma quando si spengono le luci di una realtà "storica", per il biliardo non é mai una bella notizia. Si alza il livello delle altre: Simone Veneri, Alessandro Mattioli, Nicola Veneri si trasferiscono all'Aquila. Luca Tosi, Stefano Vecchi e Luca Beneventi approdano al Castelletto, dove arriva anche Massimo Sala (Bocciofila Aquila). 
GENOVA
Bisognerà attendere che si risolvano, o almeno si affrontino i problemi legati alla gestione, dopo la scelta di non giocare le finali Élite, le turbolenze sono continuate, Genova non ha moltissimi iscritti, ma sul piano tecnico é una realtà importante. C'é solo da augurarsi che si trovi una soluzione.
Il Cornigliano di Gianni Cadile si sposta in blocco al Santa Zita, dove arriva anche Daniele Malerba, il colpo del mercato, almeno finora. Roberto Giudice, Francesco Lacetera e Francesco Isola migrano a La Spezia, direzione Valdellora. Campionato spezzino anche Alberto Medori e Maurizio Martino che acquistati dal Maxim di Piero Zavettieri. 
TOSCANA: IL PUNTO
Si prospetta una serie A a 12 squadre, un bel risultato.
TABELLONE
nominativi da a 
BOLOGNA
Asnicar  Roberto  Paolo Cento  Castel Maggiore
Benelli  Alessio  Libero  Sole Sasso Marconi
Bruschi  Franco  Big Star Padulle  ? 
Corneta  Mattia  Cognentese  Arci Benassi
Dolzani  Gianluca  Caserme Rosse  Big Star Padulle
Draghetti  Leonardo  Arci Benassi  ? 
Foschi  Davide  Harmony Mercatale  Castel Maggiore
Galimberti  Marco  Paolo Cento  Castel Maggiore
Giberti  Mattia  Big Star Padulle  Sole Sasso Marconi
Militello  Mirko  Stella 2 Ferrara  Centrale Malalbergo
Monti  Alex  Equipe Charlot 2 Casalecchio  Equipe Charlot 1 Casalecchio
Olimbo  Sandro  Equipe Charlot 2 Casalecchio  ? 
Ragazzi  Marco   Imola A/2  Bocciofila Imola
Ribani  Andrea  Arci Benassi  Bocciofila Imola
Rivola   Martin  Magic Blu S. Giorgio di Piano  Bocciofila Imola
Rubini  Riccardo  Sole Sasso Marconi  Magic Blu S. Giorgio di Piano
Tommassini  Luca  Magic Blu S. Giorgio di Piano  ? 
Vandini  Stefano  Bocciodromo Argenta  Lippo Bologna
Zini  Alessandro  Bocciofila Imola  Bocciofila Budrio
Ferrari  Diego  Arci Benassi  ? 
Calzolari  Marco  Big Star Padulle  Arci Benassi
Savioli  Manuel  Bocciofila Imola  Castel Maggiore
Marchi  Christian  Equipe Charlot 2 Casalecchio  Equipe Charlot Casalecchio
PARMA
Beneventi Luca  Circolo Filippelli  Circolo Castelletto
Mattioli Alessandro  Circolo Filippelli  Bocciofila Aquila
Sala Massimo  Bocciofila Aquila  Circolo Castelletto
Tosi Luca  Circolo Filippelli  Circolo Castelletto
Vecchi Stefano  Circolo Filippelli  Circolo Castelletto
Veneri Nicola  Circolo Filippelli  Bocciofila Aquila
Veneri Simone  Circolo Filippelli  Bocciofila Aquila
GENOVA
Giudice Roberto  Grinta Rapallo  Arci Valdellora
Isola Francesco  Grinta Rapallo  Arci Valdellora
Lacetera Francesco  Grinta Rapallo  Arci Valdellora
Malerba Daniele  Amici Certosa  Cornigliano
Martino Maurizio  Unione  Maxim Castelnuovo Magra
Medori Alberto  Cornigliano  Maxim Castelnuovo Magra