LA MAGIA? BISOGNA RICOSTRUIRLA ...
Sono bastate tre giornate per ri-comporre un quadro abbastanza completo della situazione, alcune risposte sembrano già convincenti, per altre servirà un supplemento, non mancano le sorprese, nè i motivi di interesse. Partiamo dalla vetta, il Fusion era partito con ambizioni dichiarate, un campionato di vertice a ridosso delle prime (che Antonioli indicava nel Paolo e Rinascita) per poi giocarsela nella poule finale. Per ora le cose vanno anche meglio, hanno vinto l'unico scontro diretto e questo inizio sfavillante gli regala punti e fiducia. L'altra squadra che merita una citazione particolare è il Cona di Mauro Bolognesi, da anni, a torto, considerato un team di seconda fascia, ha perso di misura all'Havana, ha inflitto una sconfitta dolorosissima ai "cugini" nel derby, hanno battuto il Paolo Cento, probabilmente un inizio che più impegnativo non poteva essere, ciò nonostante occupa il terzo posto a due lunghezze dalla vetta. Non é male ... le conferme sono La Rinascita, tre vittorie su tre, e il Centrale Dogato che nessuno, salvo Fogli Iseppe che conosce bene l'ambiente, aveva citato tra le possibili protagoniste. Di Maci Callegari e C. si è parlato anche troppo, avranno bisogno di tempo, manca ancora Garutti ma saranno presenti al momento giusto, ne riparleremo tra qualche mese.
Le delusioni: se dopo tre partite, una formazione che può contare su R. Fogli Iseppe, i fratelli Fiorini, Rossano Meneghini, Gibo, per citarne alcuni, occupa il penultimo posto (5 punti sui 18 disponibili), non si può che considerare un insuccesso, il tempo c'é, il pareggio con i dogatesi è incoraggiante, ma la strada resta in salita. Colpisce anche l'ultimo posto dei veneti, una squadra di grandi tradizioni che da qualche tempo fatica, quest'anno deve fare a meno di Alessandro Pozzati, uno che di punti ne portava parecchi. Interessante il cammino del Paolo Due (nonostante la sconfitta di venerdì) e La Ferrarese, nove punti non sono male, ma prima di sbilanciarsi è meglio attendere qualche turno.
Ultima considerazione sul clima, l'impressione è che il lockdown abbia abbassato la "cattiveria" agonistica, almeno per ora, sembra prevalga il sollievo di aver potuto riprendere. Non é un fattore negativo, o almeno non del tutto, ma il biliardo è competizione, tensione, voglia di vincere. E' solo un gioco, ma obbliga chi decide di praticarlo a misurarsi con sé stessi ... un confronto spesso più impegnativo di qualsiasi avversario.

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