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mercoledì 24 giugno 2026

ESTATE: TEMPO DI INTERVISTE

La visione è l’arte di vedere cose invisibili. Jonathan Swift
L'Uisp (Unione Italiana Sport Per tutti) è un’associazione di promozione sportiva e sociale che ha l'obiettivo di estendere il diritto allo sport per tutti i cittadini.
SOGNI, SPERANZE, ALLUCINAZIONI ...
Dai, facciamo due chiacchiere, non ti sei fatto sentire per mesi, in luglio sei irreperibile, per essere un frate ....
Il biliardo é bello giocarlo o guardare chi lo sa giocare, a dir il vero, non sono tantissimi, parlarne é noioso, si finisce per dire sempre le stesse cose.
Dai, non stavolta, é successo di tutto, soprattutto a livello dirigenziale. Vuoi dirmi che non sai nulla?
Ho seguito un po', ho visto che ci sono stati cambi al vertice, spero che non ci si fermi a questo.
Cosa intendi?
La Bibbia dice che senza un sogno, senza una visione, il popolo perisce, credo valga in tutti i contesti, biliardo compreso.
Vedo che hai deciso di alzare l'asticella, ma se vuoi che proviamo a saltarla, devi restringere il campo.
Bisogna mettere mano al sistema, analizzarne i limiti, riformarlo, se ci si limita a gestire il presente si finisce per accompagnarne il declino.
Nella Bibbia non c'é scritto che con i fichi secchi non si organizzano matrimoni?
Vedi che ho ragione, ripetiamo sempre le stesse cose, il biliardo si regge quasi esclusivamente sul volontariato, si fa con quel che passa il convento, ma le strade del Signore sono infinite.
Mi pare di capire che tu un'idea ce l'avresti ...
Enrico Balestra
Presidente Uisp Regionale
Hai scritto fiumi di parole su questi argomenti, in particolare sull'esigenza di far convivere le diverse anime di questo universo, quello che non so, é se chi deve intervenire, ne é davvero convinto.
L'ho scritto anche di recente, ma un conto é scriverlo, un altro trovare le soluzioni ...
Prima di arrivare alle soluzioni, serve il disegno, soprattutto bisogna delineare il perimetro entro il quale realizzarlo, nel nostro caso il perimetro é l'Uisp.
Dirigenti?
Per quel poco che conosco io, i livelli di direzione sono due: gli organismi della associazione e in parallelo i dirigenti sui territori, che hanno anche il compito di partecipare al coordinamento delle attività regionali e nazionali. Sul livello politico decidono le varie istanze istituzionali, ma é indispensabile agire in sinergia, altrimenti non se ne esce.
Sei sicuro di essere un frate?
Se la visione é condivisa, ci si può provare, se ti prendi la briga di andare a leggere lo statuto dell'Uisp, ci troverai - riconoscendo lo sport come diritto di cittadinanza e come risorsa per l’inclusione e la coesione - non é la Bibbia, ma ... 
Credi siano compatibili questi valori con con la richiesta delle squadre più forti di avere più spazio, di aumentare la qualità?
Assolutamente si, anzi, credo possa essere trainante, anche chi gioca nelle serie inferiori guarda le dirette, ama il bel gioco, più alto é il livello, più ci si diverte, più il biliardo diventa interessante. Non c'é niente di sbagliato nel creare le condizioni per favorire chi il biliardo lo vive quasi come una seconda attività, non c'é contrasto con i valori dell'associazione.
Pensi a due ambiti separati?
Assolutamente no, ci perderebbero tutti, ma questi sono gli aspetti più semplici da risolvere, basta rimuovere qualche contraddizione.
Tipo?
Ancora! Sono anni che me lo chiedi, abbiamo un sistema costruito sui punteggi, ma, almeno fino a ieri, le rose erano condizionate da molti altri obblighi (numero dei prima categoria, per citare il più noto), sono previste le promozioni, ma non le retrocessioni, so che quest'anno hanno semplificato molto, ma siamo sempre nell'ambito degli aggiustamenti, non di una vera riforma. 
Tu la fai facile, ma sono aspetti così semplici ...
Non giochiamo con le parole, era un modo per dividere gli ambiti, questi sono gestibili dal gruppo del biliardo, coordinamento nazionale, territori, ecc., forse servirà tempo, ma ci sono tutte le condizioni per farlo. Il difficile sarà invertire la rotta, abbassare la media età, far diventare appetibile il biliardo per gli esercizi vecchi e nuovi. Reperire le risorse necessarie rispettando i vincoli dello statuto.  
Centro Civico Corticella
Finora i tentativi fatti non hanno dato risultati apprezzabili...
Senza il livello politico non ci sono possibilità, non conosco le altre realtà. ma se penso a Ferrara, ai tanti Circoli, Centri Sociali, ecc., che faticano a reggere, gli stessi esercizi privati nei piccoli centri, mi chiedo se davvero ci si debba rassegnare, se non si possa fare niente. I tempi sono cambiati, ma le comunità esistono ancora.
Facile a dirsi, meno a farsi ....
Per questo sottolineavo l'esigenza di una sinergia, non c'é niente di scontato, ma il peso di una associazione come l'Uisp può aiutare, bisogna provarci, interessare gli amministratori locali, fargli capire che é meglio vedere dei giovani giocare a biliardo, piuttosto che seduti davanti ai videopoker, non voglio allargarmi troppo, ma il pensiero corre a Mordecai Richler, nelle pagine del suo libro - Il mio biliardo - raccontava di quando marinavano la scuola per giocare a Snooker o anche solo per guardare. Altri contesti, altri tempi, ma danno l'esatta misura dell'attrazione di questo meraviglioso gioco, a prescindere dalle sue forme.
Insomma sei ottimista, pensi che che ci siano spazi per il futuro?
Una volta ho sognato Francesco Nuti che giocava con Marcello Lotti, lo Scuro, giocavano a boccette, rigorosamente con le buche, io e Chiara, seduti in tribuna ad applaudire. Un bel vedere. 

Parlare con Frà Pallino é sempre complicato, non sai mai se fa una battuta o se é serio, alla fine però ti accorgi di raccogliere sempre qualcosa, magari lo devi cercare tra le righe, devi sintonizzarsi sulla sua stessa lunghezza d'onda, che non é facile, ma ne vale la pena. Su una cosa però ha ragione, é triste assistere a comunità che perdono il senso della convivenza, del piacere di stare insieme, giovani seduti in cerchio, in silenzio con gli occhi puntati sullo smartphone. 
Cosa c'entra il biliardo? Forse niente, ma al colp d'oc dal Palàz pìn ad zùan e véc, chi zòga insièm, l'an ga brìsa prezi.

mercoledì 27 maggio 2026

EDITORIALE: UN ANNO NON BANALE

“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla” 
Martin Luther King

UN'ESTATE PARTICOLARE
Sarà un'estate calda, all'interesse del mercato, tra un paio di giorni cercheremo di violare qualche serratura, si aggiungono i "movimenti" che interessano quasi tutte le federazioni, soprattutto il nazionale che dovrà darsi una nuova governance, dopo i fatti noti a tutti. C'é da augurarsi che non ci si limiti a sostituire qualche nome, ma prevalga la volontà di riorganizzare l'intero sistema, definendo in modo preciso il ruolo del nazionale, del regionale (che va ripristinato) e dei territori. Non serve una rivoluzione, solamente serve un po' di ordine.

Un'altra stagione archiviata, una stagione intensa, nervosa, che verrà ricordata a lungo, vissuta dentro e fuori dalle sale biliardo. 
Molte le novità: coordinatore nazionale,  vertici bolognesi, da quel che sembra anche a Modena si sta muovendo qualcosa. Le squadre genovesi non hanno partecipato alle finali Élite a squadre, da quelle parti non trapela molto, abbastanza però per smentire Paolo Conte quando sostiene che "a Genova i giorni sono tutti uguali, in un'immobile campagna con la pioggia che ci bagna". Se ci saranno cambiamenti lo scopriremo in questi giorni, perché é nell'intervallo tra una stagione e l'altra che si tirano le somme, si decidono le regole, i calendari, che si costruiscono le basi per la prossima stagione. Molti, anche tra chi vive il biliardo non si ferma quasi mai a valutare questi aspetti, nonostante siano decisivi per far funzionare il circo. 
In questi anni le regole si sono moltiplicate, complicate, quasi tutte tendenti a introdurre limitazioni, finendo per diventare motivo di frizioni, di scontri, c'é da augurarsi che si possa arrivare a una semplificazione, un regolamento tecnico a cui tutti si devono attenere, un quadro normativo di riferimento, assegnando un ruolo più attivo alle federazioni provinciali, che possono vantare una maggiore conoscenza del territorio, utile a favorire sviluppo e la maggiore diffusione possibile. Perché questo resta l'obiettivo, uno dei valori fondanti della stessa Uisp. Deve essere questa l'interpretazione autentica dello slogan " sport per tutti". Ho scritto spesso che la priorità é quella di far convivere le tante anime che compongono questo mondo, interpretandone i bisogni, le aspettative delle migliaia di appassionati che non hanno grandi velleità, che considerano il biliardo un passatempo, senza penalizzare chi percorre migliaia di chilometri per disputare tutte le competizioni ad alto livello, che dedicano al biliardo gran parte del loro tempo. Sono due facce della stessa medaglia, indispensabili entrambe.  I primi sono la base del movimento, i secondi il motore, l'attrazione, basta dare un'occhiata ai dati delle dirette, soprattutto su YouTube (altro capitolo che andrebbe approfondito) per avere conferme.
Anarchia? No, anzi, esattamente il contrario, un tentativo di uniformare il più possibile questo universo, riducendo le eccezioni, che rischiano di essere più numerose delle regole, non c'é bisogno della IA per sapere che le esigenze di La Spezia o della Toscana sono diverse da quelle di Bologna e agire di conseguenza. 
Non mi interessa entrare nei dettagli, non ho nessun titolo per farlo, ma una provocazione ci sta: in un sistema che si affida al punteggio di squadra per costruire le varie serie,  introdurre troppe rigidità non ha senso, una volta fissato il punteggio, che la squadra ha l'obbligo di rispettare, il compito di chi dirige finisce lì, come sono distribuiti i punti non deve essere un problema e deve valere per tutte le categorie. Una squadra non può essere obbligata a fare una categoria superiore solamente perché schiera due giocatori che hanno vinto il campionato la stagione precedente o hanno in organico due 1° categoria, ecc., si snatura il principio stesso su cui si basano le graduatorie, rompendo equilibri già piuttosto fragili. Qualcuno sostiene che basta rinunciare a quei giocatori, no, chi dirige deve fare il massimo sforzo per allargare la partecipazione non per ridurla. Ovviamente sarebbe presuntuoso pensare che tre righe rappresentino la soluzione, ma sono spunti che meritano di essere raccolti. Il cambiamento comporta sempre qualche ricaduta da non sottovalutare, é ovvio che non si possa fare tutto subito, ci sta, penso che pochi troverebbero qualcosa da ridire se si proponesse una soluzione distribuita su più stagioni, soprattutto se queste scelte vengono discusse e possibilmente condivise. La trasparenza apre molte porte, soprattutto in realtà che si reggono quasi esclusivamente sul volontariato.
E' stato un anno importante anche per quanto riguarda le competizioni, ma il web ha le sue regole, non si può tenerla troppo lunga, vorrà dire che questo aspetto e qualche altro, li tratteremo la prossima puntata.

giovedì 23 aprile 2026

ANTEPRIMA

IL BILIARDO E' DI CHI LO FA VIVERE
Qualcuno guardando la foto vede Fantoni che osserva seduto sulla tribuna di una sala vuota, giustamente soddisfatto, il risultato di giorni di duro lavoro, qualcun altro apprezza un allestimento di pregio, poi c'é chi guarda e vede un palcoscenico dove tra qualche giorno avrà la possibilità di scrivere una pagina di storia, ma non sarà mai un campione se non sa riconoscere la passione che muove tutto questo. 

PILLOLE DI SAGGEZZA
Il biliardo è un gioco di precisione e abilità, di cervello e metodo, ma non è matematica pura: ci sono molti altri fattori che influiscono: il corpo, il temperamento, l’ambiente. E soprattutto l’avversario.
(Maria Duenas)

domenica 5 aprile 2026

RIFLESSIONI LIBERE

La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario. Albert Einstein

IL FUTURO E' GIA' COMINCIATO
Stiamo entrando nella fase cruciale della stagione, certo il bello comincia adesso, ma i sei mesi di attività che abbiamo alle spalle offrono più di uno spunto, cominciamo col dire che vincono quasi sempre i più forti. Una banalità? Si, ma l'affermazione ha una sua logica, perché in tanti pensano sia un male. Procediamo però con ordine, le gare nazionali hanno offerto un livello di gioco molto alto, i nomi sono più o meno gli stessi di sempre, con qualche eccezione, le competizioni a squadre sono ancora in corso, ma basta dare un'occhiata alle classifiche e abbiamo la conferma di quanto stiamo affermando: Olimpico a Bologna, Piumazzo a Modena, Paolo a Ferrara, Termo a La Spezia, non è detto che si confermino tutte dopo le fasi finali, ma sempre di eccellenze si tratterà: Equipe Charlot, Big Star, S. Vito, Sarzana, insomma gira e rigira a vincere é sempre una cerchia ristretta. Funziona così in quasi tutti i campi. 
E' un disastro? E' così negativo? Per quanto mi riguarda no, nel nostro mondo, la priorità é riuscire ad aggregare migliaia di appassionati, che vivono il rapporto con il biliardo in modi molto diversi, c'é chi gioca solo il venerdì, chi si sposta malvolentieri, chi gioca da mezzo secolo sempre in quel circolo, poi c'é la fascia che ho appena citato, un numero ristretto di giocatori che al rettangolo verde riserva risorse, una gran parte del proprio tempo, che percorre migliaia di chilometri per misurarsi al massimo livello. Senza esagerare, si può affermare che per loro, il biliardo é una priorità.
Ricchezza o problema? Sono compatibili con lo spirito di una associazione come l'Uisp? Assolutamente si, sempre che, da parte di tutti, ci sia la consapevolezza che gli uni, completano gli altri, che la presenza di tante sensibilità é la forza del movimento. Credo anzi che i campioni siano un traino, una vera e propria promozione. Basta dare un'occhiata al numero sempre in aumento dei collegamenti al Canale YouTube che trasmette gli eventi principali: Élite, campionati nazionali, o anche semplicemente gare locali. Vale lo stesso ragionamento per le competizioni a squadre, per i campionati provinciali, che sono e devono rimanere la base solida da cui partire. Tutto questo crea problemi al resto del movimento? Non credo, il problema delle regole e degli equilibri c'é, ma va affrontato senza imposizioni, cercando di cogliere le tante esigenze, individuando soluzioni diversificate, che non significa anarchia, ma flessibilità. Per renderlo possibile bisogna distinguere e definire in modo chiaro i ruoli e i compiti dei vari livelli, responsabilizzando maggiormente quello territoriale, che avendo una conoscenza diretta del suo ambito, può intervenire con maggior cognizione di causa, si eviterebbe così di dover introdurre troppe eccezioni, che finiscono per rendere il tutto poco gestibile e spesso anche contraddittorio. 
Come arrivarci? Bisogna porre mano a un sistema, che ha prodotto tantissime cose di pregio, ma rischia di non reggere, cosa non semplice per un mondo che si sostiene quasi esclusivamente sul volontariato. Non semplice, ma possibile, bisogna cercare la massima condivisione, coinvolgere più persone possibili, invogliarle a mettersi a disposizione, favorire la collegialità, il biliardo non ha il peso di altre discipline, ma da anni smentisce le cassandre che pronosticano la sua fine, almeno a livello competitivo. Un'associazione di promozione sociale, che ha l'ambizione (giusta) di migliorare la vita delle persone, non può non apprezzare una disciplina che coinvolge, come nessun'altra, tante generazioni diverse.

In questi giorni l'attenzione di migliaia di praticanti, é più attenta a ciò che succede fuori dal rettangolo verde, che non alle competizioni, molti sono in apprensione, vivono questa fase con una certa preoccupazione, che spero non venga sottovalutata. Il biliardo tradizionale profuma di storia, l'Uisp é una componente decisiva di questa storia e questo consegna ai dirigenti, a tutti  i livelli, la responsabilità di non disperderla.