sabato 20 luglio 2024

EPPURE IL VENTO ...

Ho scritto di gabbiani, di lupi, di uomini. Ho guardato il mare, ho sognato le cime più alte, ho rubato emozioni dal buco della serratura. Ho visto Pierangelo alzarsi dalla sedia. Ho corso con lui. Ho visto le sue parole rimbalzare sulle nubi e trasformarsi in fuochi di artificio.

… e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori …

Ho ascoltato la sua voce.  Gli ho stretto la mano.

Ho scelto la solitudine per compagna, l’ho amata, l’ho coccolata.

L’ho difesa.

Stasera però le ombre incalzano. Avrei bisogno di qualcuno che mi accarezzasse in silenzio, che mi strappasse una lacrima, un sorriso. Avrei bisogno di qualcuno che mi regalasse un’incertezza. Avrei bisogno di credere che domani il sole non sia tanto forte da accecarmi. Forse avrei solo bisogno di chiudere gli occhi e far riposare i pensieri, di restituirgli la libertà.

Una volta tanti anni fa un bambino mi ha chiesto perché i grandi dicono cose incomprensibili.

Non ho saputo rispondergli.

Ho sorriso, l'ho accarezzato e me ne sono andato. Mi ha seguito per un po’, poi mi ha lasciato perdere. Da allora ho scritto milioni di parole. Qualcuno ha detto che scrivo in modo semplice ... chissà, forse il segreto é questo. I grandi dovrebbero parlare meno e scrivere di più.

I grandi dovrebbero avere più coraggio.

Avrei bisogno di scrivere stasera, ma le parole escono già stanche e dopo pochi passi ridiventano pensieri confusi. Non ho fretta, aspetterò. Aspetterò seduto sulle righe di quel racconto che forse non scriverò mai. Magari chiederò a Pierangelo di aiutarmi.

… eppure sfiora le campagne, accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli, corre a gara in volo con gli uccelli
Eppure il vento soffia ancora!!!

Ho sognato orizzonti lontani. Ho ascoltato nenie dolcissime. Ho visto uomini morire. Ho rapito Elena. Ho bruciato Troia. Ho amato Circe. Sono tornato a Itaca. Ho fondato Roma. Ho giocato a dadi con Gengis Khan. Ho fatto a pugni con Karl Marx. Ero un numero ad Auschwitz. Ho abbracciato Martin Luther King. Ho ceduto il posto a una vecchia signora in tram.

Non distinguerò i colori. Non costruirò steccati.

Non ucciderò la libertà.

Eppure il vento soffia ancora!!!

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