lunedì 29 luglio 2024

NON, RIEN DE RIEN ...

Più che un racconto, vuole essere un omaggio a una persona che ho conosciuto solamente di striscio, che con poche parole mi ha regalato un ricordo indelebile.


Impossibile descrivere il trambusto che regna in serate come questa, non è disordine è molto di più, un insieme di attività, di persone, di voci che ti assorbono. Inutile fare resistenza, l’unica difesa è seguire l’onda nella speranza di individuare una via di fuga.

Il festival buskers oggi é diventato un evento mondano, richiama decine di migliaia di persone, le vie della città ospitano mercatini, bazar improvvisati, oggetti di tutti i tipi. Le essenze esotiche si confondono con l’odore di cipolla degli ambulanti. Ragazzini calciano lattine di Coca Cola indifferenti agli sguardi seccati. Due ragazzi si baciano disinteressandosi completamente del contesto, un abbraccio che sembra escluderli dal mondo.

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno


Mentre ripensi ai versi di Jacques Prévert ti ritrovi ad ascoltare Julian Layn, pianista magico, un intreccio emozionante di musica classica, jazz e rock, le sue note accentuano le contraddizioni di quel miscuglio di umori.

Una volta non era così, gli artisti erano quasi tutti sconosciuti, le magie degli spettacoli di strada, una novità. Alcuni gruppi sceglievano postazioni più defilate e offrivano siparietti simpatici ai numerosi spettatori, li coinvolgevano nello spettacolo, li avvolgevano, li trasformavano in protagonisti di un film senza copione.

Pensavo a questo seguendo mia moglie che non smetteva di rimproverarmi per averla coinvolta. Passi veloci di chi ha poco da guardare e ancor meno da dirsi. Lunghi silenzi interrotti da qualche commento: “Ti ricordi quell’anno che Lucio Dalla ci chiese di non rivelare che l’avevamo riconosciuto?”.

Un sorriso appena accennato mi rivela la fine delle ostilità che coincidono con l’allontanarsi da quel caos.

In un angolo, nella penombra, un uomo anziano, molto anziano, ben vestito anche se gli abiti ricordavano la domenica ferrarese negli anni quaranta (non c'ero, ma la mia collezione di fotografie mi …), suonava un vecchio grammofono a manovella appoggiato sulla sua bicicletta.

Non, rien de rien,

Non, je ne regrette rien.

La voce di Edith Piaf sembrava graffiare l’aria.

Non chiede la carità, conversa con i pochi passanti che gli dedicano un po’ di attenzione, mi fermo, mi ha guarda come se mi conoscesse e avvicinandomi (mia moglie era rimasta in disparte ritrovando un’espressione di rimprovero) mi chiede con garbo se posso offrirgli un contributo, l'ha chiamato proprio così, un contributo.

Mi racconta di non cavarsela poi così male ma ama dipingere, scrivere, modellare qualche piccola scultura, "Vizi che costano cari" conclude aggiungendo che gli sarebbe piaciuto regalarmi qualcosa. Allungandogli qualche banconota, non ho controllo l'impulso e gli chiedo perché in mezzo a tante persone avesse scelto proprio me e lui con un sorriso passando dal lei al tu: "Mi hai guardato con rispetto".

Scrissi queste poche righe la sera stessa, avrei voluto farne un racconto ma come spesso succede non trovi il tempo, le settimane passano e non ci pensi più, poi mentre sorseggi un caffè, l’occhio cade su un trafiletto del giornale locale: MUORE VICINO ALLA SUA BICICLETTA MENTRE CHIEDE LA CARITA’. Da domani l’angolo di Via Ragno sarà più vuoto …

No, non chiedeva la carità, ma un contributo, forse chi ha scritto il trafiletto non era mai stato fermato da quel vecchio, non aveva incrociato quello sguardo, altrimenti avrebbe titolato: È MORTO UN ARTISTA.

Chissà dove saranno i suoi lavori, forse qualcuno li scoprirà e avranno un valore o più probabilmente andranno persi. Peccato mi sarebbe piaciuto conservare un ricordo di quell’incontro, vorrà dire che ne conserverò il sorriso.

disegno: La Via San Romano di Roberto Cariani (dal sito: C.D.S. CULTURA

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