Piero Sacchetti é una delle figure più note del biliardo bolognese, che conosce come pochi, a cui ha dedicato molto tempo e tantissima passione. Capitano del Magic Blu di S. Giorgio di Piano, uno dei luoghi di culto di questo gioco, come dimostrano le 11 squadre che iscrive ai vari campionati.
Ho chiesto a Marco di strappargli qualche confessione, ne é uscito un quadro interessante, qualche ricordo, molti spunti di grande attualità, che spero possano essere ripresi da altri, così da allargare il confronto e migliorare informazioni e conoscenze. Un bel modo per vivere il biliardo in maniera diversa, soprattutto nel periodo estivo.
UN CAPITANO DI LUNGO CORSO
Ciao Piero, ti posso considerare una memoria storica del biliardo contemporaneo o ti offendi?
Non mi offendo assolutamente visto che gioco ininterrottamente dal 1978 ...
Scherzi a parte, comincia col dirci quali sono stati il miglior singolo, bocciatore, puntista e squadra più forti dal 1980 ad oggi? Ovviamente a tuo insindacabile giudizio.
Per quanto riguarda i singoli a Bologna, in ordine di anno dal più vecchio ad oggi: Gubellini (PAT), Gurioli, Morisi, Cristiani, Sovrani, fino ad arrivare a Destino, Alex Monti e Max Basciu. Io non mi sono inserito tra i primi, anche se ho vinto 6 master di A/1 a squadre. Tra tutti questi comunque il più forte per me è Daniel.
Vai con i bocciatori ...
Bichila (Grassi, n.d.r.), Serra, Morara e Giannini. Tra questi, anche per una questione di cuore, la preferenza va Luca Morara.
Chiudiamo con i puntisi ...
Bozzoli, Nobili, Cesare Zacchini, fare una scelta mi risulta molto difficile.
Secondi al “palazzo” per due anni consecutivi, più gioie o più dolori?
Sicuramente esserci è molto bello (te lo dice uno che di finali master ne giocate 18), ma perdere una finale fa male, molto male, soprattutto per come si è perso l'anno scorso, a detta di tutti in modo immeritato rispetto a come si è giocato. Quest’anno abbiamo perso, ma per come abbiamo giocato in finale, niente da dire e fa sicuramente meno male.
Sei uno dei pochi giocatori che ha giocato sempre per lo stesso barista, ci racconti un po’ il sodalizio monogame con Valentino Magri?
Ho cominciato a giocare al Bar Centrale di Castel Maggiore e il barista era l’indimenticabile Loris Simoni (un padre per me) uomo dal cuore d’oro, che mi ha fatto innamorare di questo gioco. Poi con Valentino Magri tanti anni al Bocciodromo Castel Maggiore. Con lui l’intesa è stata perfetta mai un disaccordo, mai una lite fino a che, per motivi personali, ha lasciato il Bocciodromo. Con la gestione che è subentrata non si è mai creato feeling (era difficile eguagliare la gestione Magri) tanto è vero che appena Valentino mi ha comunicato che avrebbe aperto un bar con la sala biliardi (Magic Blu) ci ho messo zero secondi a decidere di trasferirmi con tutta la squadra.
Una scelta azzeccata ...
Con lui, che ha questo gioco nel cuore, in poco tempo abbiamo portato il bar a questi livelli, con ben 11 squadre e una sala biliardi che tutti ci invidiano. Grandissima persona, come per altro sua moglie Laura e la figlia Federica
Quest’anno, relativamente al biliardo, qual è stata la sorpresa che non ti aspettavi?
In negativo sicuramente la sconfitta in semifinale dell’Olimpico, in positivo la vittoria dello Charlot 2 che per come erano partiti in campionato, non li mettevo tra i favoriti.
Il ricambio resta un problema, almeno se ci riferiamo alle quantità, ma in fatto di qualità, di talenti ne sono usciti molti negli ultimi anni, anche fuori dalle capitali (Bologna e Modena), ce ne parli?
Il ricambio generazionale nel nostro gioco è sicuramente un problema perché sempre meno giovani frequentano i bar e si avvicinano al biliardo. Ai miei tempi le compagnie di amici si ritrovavamo al bar, soprattutto nelle serate d’inverno quando fuori faceva freddo e c’era la nebbia. Da li in passo verso il biliardo era un attimo. A quei tempi molti giovani diventavano buoni giocatori abbastanza in fretta, al contrario oggi i giovani che emergono sono veramente pochi e da subito vengono considerati dei talenti, soprattutto per mancanza di concorrenza di pari età. Ricordo che negli anni ‘80/’90 nei campionati under 23 c’erano tantissimi iscritti ed era una competizione durissima da vincere al contrario di oggi, dove i giocatori giovani ad alto livello si contano sulle dita di una mano.
Come ridare slancio al movimento dei giovani verso il biliardo?
Difficile per me indicare una soluzione.
Previsioni per il futuro?
Non riesco a farne. Posso solo dire che negli anni si è concesso a tutti, troppi, di poter vincere nei vari campionati di appartenenza. Così facendo il gioco, in mancanza di stimoli e risultati da raggiungere si è livellato verso il basso. Dovremmo tornare al passato, che quando vincevi una gara con lo scudetto (erano poche) era veramente guadagnato, così eri sempre stimolato a migliorarti per cercare di giocare meglio degli avversari.
Oggi invece ...
Negli ultimi anni c’è la corsa per scendere di categoria, per cercare di vincere qualcosa. Spero vivamente che con il cambiamento a livello dirigenziale avvenuto quest’anno, si possa di nuovo tornare a giocare con meno vincoli e divieti, in molti casi imposti per penalizzare o "punire" singole persone o squadre. Mi auguro che la nuova dirigenza usi sempre di più il buon senso e consenta a tutti noi di continuare a giocare per divertirsi, per amore e passione verso questo gioco.
a cura di Marco Morelli
L'OCCHIELLO
Nell'intervista Piero riserva uno spazio importante a Valentino Magri, soprattutto ne sottolinea il ruolo e l'impegno. Una persona che a Dogato consideriamo un amico, non manca mai al Memorial Alberti (nella foto lo vediamo in mezzo a due mostri sacri), é sempre uno dei primi ad iscriversi, per noi é un valore. Approfittiamo dell'occasione per salutarlo e rinnovargli la nostra stima, sono figure come la sua che mantengono in vita un gioco meraviglioso quanto fragile, con pochi mezzi, ma in grado di muovere grandi passioni. Il risultato di quella partita non me lo ricordo, ma ....5 luglio 2026

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