Le zone d’ombra non alleviano la sofferenza.
L’afa sevizia i fiori,
il giardino brucia, la terra soffre in silenzio,
non si ribella.
L’erba cambia volto,
si adegua,
sembra nutrirsi di luce.
Come i ricordi.
Guardo un frutto dimenticato sull’albero,
un tonfo, è caduto.
Per un attimo riappare l’ansia del domani.
Ascolti, non senti nulla, ti concentri,
il silenzio accompagna i tuoi passi,
gli parli, non risponde.
L’estate è la stagione degli sfarzi,
delle illusioni,
fa sembrare onesto anche il mare.
L’estate accorcia la notte, ma non l’illumina.

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