Quattro chiacchiere con Morelli, voce autorevole, osservatore attento del biliardo bolognese e non solo.
Vabbè, allora ditelo, con l’Olimpico a Bologna, tutto il resto è noia ...
Ma no, ci mancherebbe… ci sono realtà interessanti che stanno emergendo anche lontano dalle Due Torri. Sono conscio che, per esempio, Ferrara negli ultimi anni ha pagato un tributo pesante in termini di qualità, mi pare però che il campionato più equilibrato e quindi più incerto e interessante.
Scherzi a parte, com’è stata presa, dall’universo bolognese?
La mia personale sensazione che sia stata presa bene. Non vorrei esagerare, ma penso che il prossimo anno sarà il girone più forte mai organizzato nei campionati Uisp, perché oltre all’Olimpico sono arrivati alcuni giocatori molto competitivi, ferraresi compresi, quindi tutti avranno una gran voglia di mettersi alla prova.
Sono assolutamente d'accordo, partecipare a un campionato così, é garanzia di crescita, tornando al mercato, mi é sembrato diverso dal solito, o sbaglio? Ci sono stati movimenti importanti, non solo di giocatori, il San Lazzaro non c'é più, il gruppo del Trebbo torna a Sasso Marconi, lo stesso Commercio … aiutaci a capire.
Si, un po’ di terremoti a gennaio/febbraio, poi qualche colpo di coda a cavallo tra maggio e giugno. Un po’ hanno inciso i regolamenti emanati, un po’ qualche “incomprensione” all’interno dei gruppi, ma come si dice, é bene quel che finisce bene ....
Si, si dice così, per la verità un mio collega, aggiungeva che l'importante é bene anche se pare ... vale anche per il biliardo, un mondo più complesso di quello che sembra. Noi però semplifichiamo, magari banalizzando un po', ma sai bene che ci sono domande obbligate, tipo: chi sono le favorite? Chi si è rafforzata di più? Insomma raccontaci dell’estate felsinea …
Personalmente vedo benissimo l'Equipe Charlot 1, mi pare che l’innesto di Marco Roma sia particolarmente azzeccato, per i valori tecnici e per quelli umani. Indubbiamente gli inserimenti di Corradini e Giannini fanno dell’Olimpico la favorita, ma il Charlot 2 e il Magic Blu non staranno a guardare.Qual è stata la sorpresa che non ti aspettavi?
Ce ne sono diverse. Se me lo concedi, inizio dal fatto che mi dispiace molto di non ritrovare ai nastri di partenza Benelli, ma tant'è …
L'ho sottolineato anch'io nello spazio del mercato. Un peccato.
Poi anche io e Zini a Imola non era scontato, di questo però sono felicissimo, perché è un luogo di grande tradizione e passione. Ma il vero botto lo ha fatto Luca Morara andando a Rastignano, bellissima scelta, ma a mio avviso piuttosto imprevedibile.
Sono state introdotte nuove regole, cosa cambia secondo te?
Nella sostanza non molto, se invece si ragiona in ottica puramente didattica, pare che essere un giocatore di prima categoria sia diventata una maledizione di Dio… e siccome lo sono anch'io, non chiedermi un parere.
Chiudiamo parlando di futuro, il ricambio resta un problema, almeno se ci riferiamo alle quantità, ma in fatto di qualità, di talenti ne sono usciti molti negli ultimi anni, anche fuori dalle capitali (Bologna e Modena) …
Beh si, ne parlavamo anche un paio di anni fa… i giovani non sono tanti, ma sono molto bravi, ormai le squadre che vogliono vincere devono correre sulle gambe dei giovani. Se servono le prove o per chi se lo fosse perso, invito ad andarsi a vedere la partita di Giannini nella finale contro il Magic Blu, alla lunga. Se serve altro, nei quattro (semifinali) dei Nazionali singolo c’erano: Destino, Tioli e Torrini, negli otto, mi sembra di ricordare: Jack Stagno, Giannini e Zhu (e forse scordo qualcuno). Concludendo, ti consiglio di seguire Pietro Volponi di Pesaro, mi pare che abbia le stigmate per diventare un gran bel giocatore.
Concordo, il ragazzo marchigiano l'ho visto vincere il titolo nazionale, in coppia con Andrea Garbugli, grande padronanza del gioco, letture quasi sempre giuste, si, un bel giocatore, così come gli altri che hai citato. Anche a Ferrara succede più o meno lo stesso, numeri contenuti, ma una qualità che fa sperare, cito soltanto un paio di nomi, Eros Rizzatti, diciottenne campione nazionale di 3° categoria, esce dall'officina di Argenta, una fabbrica di talenti e Luca Benati, a 15 anni ha giocato la finale del nazionale Under 21, perdendo da Gabriele Masi, sul filo. Voglio però concludere con una tua frase che mi é rimasta impressa: le squadre che vogliono vincere devono correre sulle gambe dei giovani. Potrebbe essere lo slogan, un bellissimo slogan per il nostro sport.
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