Ci sono molti fattori, al biliardo, che hanno a che fare con l’istinto. E’ necessario che non vengano repressi. Frederic Caudron
martedì 8 luglio 2025
l'opinione
Mancano due settimane alla scadenza, difficile fare previsioni, personalmente penso che ci attesteremo sui numeri della scorsa stagione, una sessantina di squadre, una più, una meno, nella realtà di Ferrara, sarebbe un buon risultato. Ecco, soffermiamoci un attimo su questo: Perché si tende sempre a rimarcare l'ambiente ferrarese? Ferrara é una specificità? E' diversa dalle altre realtà? Si, se non diversa, é particolare, almeno sotto certi aspetti, un po' indolente, pigra, poco propensa a mettersi in gioco. Il biliardo non fa eccezione, diciamo che le condizioni non sono le migliori per fare sistema. Il biliardo é solo un gioco? Non lo so, guardando l'approccio di alcuni, qualche dubbio mi viene, ma sicuramente é un luogo di socializzazione, di incontro, con il pregio di far convivere generazioni diverse, talmente diverse che fuori dal biliardo non si incontrerebbero mai, é una competizione sana, che impegna sé stessi prima di ogni altra cosa, una comunità invidiabile se paragonata ad altre, soprattutto in questa fase difficile, eppure é complicatissimo fare sintesi, si vivono incomprensioni, tensioni, abbiamo assistito a dimissioni di interi gruppi dirigenti, mentre ci sarebbe bisogno di fare esattamente il contrario, a partire dal corretto utilizzo di esperienze e disponibilità. Non voglio allargare il ragionamento, non mi interessa proporre un'analisi sociologica, non sarei nemmeno all'altezza, e sono assolutamente consapevole che non saranno queste righe, ammesso che qualcuno le legga, a cambiare le cose, ma ognuno cerca di contribuire come può. Faccio un ultimo esempio, toccando un tema concreto, caldo, quello delle risorse, i problemi finanziari sono evidenti, i costi da sostenere sono sempre più alti e pesano quasi completamente sulle entrate dirette (quote di iscrizione e tesseramento), se n'é discusso più volte, in particolare quando si parla di premi, di gare, di riparti, ma si rischia di stare dentro confini angusti, per finanziare un minimo di sviluppo servono altre fonti di finanziamento, difficili quelli pubblici, difficili ma non impossibili quelli privati, le cosiddette sponsorizzazioni, non sembra però esserci interesse alcuno, eppure, soprattutto a livello locale, é un veicolo interessante, basta fare il conto, ragionare sui numeri, non sul migliaio di praticanti, ma sul contesto più generale. Pensiamoci, se vogliamo essere interessanti per gli altri, la prima cosa da fare é esserne convinti, sentirsi parte in causa, fare opinione.

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